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La ricerca nel mondo |
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Tecnologia Rascan, il radar
‘umanitario'
Lo strumento, realizzato da
Lorenzo Capineri e Pierluigi Falorni
dell'università di Firenze in collaborazione con i ricercatori del Culham Centre for Fusion Energy (Gran
Bretagna), del Bauman Moscow
State Technical University
(Russia), del SakaechoTachikawa (Giappone) e del
Franklin and Marshall College (Usa), è in grado di rivelare forma e
dimensioni di oggetti posti fino a quindici centimetri sotto terra,
restituendo immagini ad alta risoluzione. L'accuratezza e la velocità
permettono di migliorare gli esiti delle indagini condotte rispetto ai metal
detector attualmente utilizzati, i quali rilevano solo la presenza di metallo
(che, negli ordigni di nuova generazione realizzati in materiale plastico, è
contenuto in piccola parte) e che non distinguono tra detriti simili alle
mine, il che aumenta tempi e costi delle indagini. "Grazie alla facilità
dell'interpretazione delle immagini, il radar olografico permette di
abbassare il rischio per l'operatore addetto allo sminamento e di ridurre i
fattori di errore dovuti a stanchezza specialmente sulle grandi aree",
spiega Capineri, sottolineando che "il
dispositivo può avere anche altri impieghi, per esempio la diagnostica non
distruttiva di elementi strutturali di opere murarie o in legno e le indagini
sui beni culturali e sulle strutture in cemento armato". Sono circa 100
milioni le mine antiuomo sotterrate in 78 paesi del mondo, che causano
6.000 incidenti ogni anno e una vittima ogni 1.000 recuperi. |
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15/9/2010 |
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Rosanna Dassisti |
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Ufficio
stampa del Consiglio nazionale delle ricerche |
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