
La posidonia,
una risorsa per la campagna
I residui di questa pianta marina depositati
sulle spiagge possono essere utilizzati
per fertilizzare i campi o per le colture senza terreno, anziché gettati nelle
discariche.
Un progetto in
tal senso, promosso, tra gli altri, dall’Istituto di scienze delle produzioni
alimentari (Ispa) del Consiglio nazionale delle ricerche, viene presentato nell’ambito della fiera “Mediterre” a Bari fino all’11 maggio.
Con l’arrivo della bella stagione, i comuni costieri si apprestano a pulire la battigia, rimuovendo i residui di Posidonia oceanica (L.), pianta che svolge un ruolo importante nell’ecosistema marino. Ma tali resti, depositati dalle onde durante l’inverno, causa tra l’altro di odori fastidiosi dovuti ai processi putrefattivi, potrebbero diventare una fonte di reddito. Un progetto di ricerca, sperimentato a Mola, propone infatti il recupero di questo materiale organico come fertilizzante per le campagne o per le coltivazioni senza terreno. Nei laboratori di ricerca dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Ispa) del Consiglio nazionale delle ricerche, piante di basilico, rucola e pomodori ciliegino affondano già le radici nella posidonia spiaggiata al naturale o compostata.
L’iniziativa realizzata dall’ Ispa
del Cnr e dalla Provincia di Bari – Laboratorio di biologia marina, con la
collaborazione del Dipartimento di scienze delle produzioni vegetali (Dspv) e
il Dipartimento di biologia e chimica agro-forestale e ambientale (Dibca)
dell’Università di Bari, viene presentata nell’ambito di “Mediterre”, Fiera dei
Parchi del Mediterraneo, giunta ormai alla quinta edizione, che si terrà presso
“Il problema dello smaltimento
della posidonia”, spiega Angelo Parente dell’Ispa-Cnr, “assume dimensioni
ragguardevoli se si pensa che nel solo comune di Manfredonia (Foggia), dati del
2008 quantificano in
“Manipolata opportunamente, la posidonia potrebbe trovare collocazione nel ciclo produttivo come substrato di coltivazione nell’ortoflorovivaismo o come pacciamante per ostacolare la crescita di erbe infestanti; può essere inoltre utilizzata anche come succedaneo, totale o parziale, dei substrati nelle coltivazioni senza suolo” continua Parente. Per arrivare a questo risultato sono necessari una serie di passaggi, quali: la caratterizzazione chimico fisica, la riduzione del contenuto salino, il miglioramento delle proprietà intrinseche del materiale. “Si procede quindi al compostaggio dei rifiuti spiaggiati e dopo novanta giorni, in seguito al processo di degradazione e di perdita di sali, il materiale acquista le caratteristiche per diventare substrato di coltivazione”.
Nello stand saranno presenti
anche l’Istituto tecnologico dell’Epiro e
Roma, 7 maggio 2008
La scheda
Che cosa: progetto di ricerca “
Dove: Bari a “Mediterre”, Fiera dei Parchi del Mediterraneo, Fiera del Levante
Quando: 7-11 maggio
Chi: Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Ispa) del
Consiglio nazionale delle ricerche e
Info: dr. Angelo Parente, Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Ispa) del Cnr, Bari, tel. tel. 080.5929309 – 4732974, e mail: angelo.parente@ispa.cnr.it